© 2019 Cantiere Toscana, Firenze 

Progetto grafico Mattia Pistolesi

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PRESENZE AFRICANE E RILETTURE DEL TERRITORIO

Which Times do you Embody?

Performances, lecture, proiezione di film
Ricerca artistica sul presente coloniale e interculturale

Alessandra Ferrini, Nina Fischer & Maroan El Sani, Heide Hinrichs, William Locke Wheeler und Stefan Pente

 

Villa Romana, Firenze

29 settembre 2018 

inizio ore 18 fino alle ore 23

 

All'interno di "Black Archive Aliene"- una ricerca artistica-scientifica sulle tracce delle realtà dell’Africa e della sua diaspora nella storia e nel presente in Toscana per creare una rilettura della storia locale, per un archivio del futuro, più inclusivo di identità culturali marginalizzati ma già presenti sul territorio - sabato 29 settembre si terrà una serata dedicata a:
Come si inscrive la storia nel corpo? Chi incarna quali storie? Quali corpi rappresentano quale storia? E quali voci non entrano nella storia? Come ricontestualizzare la storia, verificarne il potere 
Articolata in quattro atti performativi, letture e presentazioni cinematografiche, la serata è dedicata alle riflessioni artistiche sulla prassi postcoloniale, con le sue strategie e omissioni.


Programma:
CONFERENZA /PERFORMANCE
Alessandra Ferrini, Gaddafi in Rome: The Expanded Script
 
SCREENING
Nina Fischer & Maroan el Sani, Freedom of Movement, 2018 (30’21’’)

PAUSA
 
LETTURA
Heide Hinrichs, Silent Sisters
 
DANZA /PERFORMANCE
William Locke Wheeler e Stefan Pente, 
The Number Twelve /point of destination as new point of origin

Biografie:

Alessandra Ferrini

Nata a Firenze nel 1984, è un’artista, ricercatrice e insegnante attiva a Londra. La sua prassi artistica trae origine dalle arti visive che si esprimono attraverso la lente di un obiettivo, dagli studi sul (post) colonialismo e sulla memoria, dalle pratiche storiografiche e archivistiche. Gaddafi in Rome: The Expanded Script è una performance-lecture che si basa sul film d’essai Gaddafi in Rome: Notes for a Film, tutt’ora in produzione, il quale esplora i contorni di un evento politico che portò un celebre quotidiano, La Repubblica, a una copertura mediatica in tempo reale senza precedenti: l’incontro nel 2009 tra Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi a Roma. Il mediometraggio trasforma i newsfeed pubblicati (e archiviati) da La Repubblica in una sceneggiatura cinematografica. Gaddafi in Rome è un mix di video su YouTube, materiale archivistico, riprese girate a Roma, fa uso di una pellicola 35 mm lo-fi, ed è commentato da una voce fuori campo che induce a riflettere sugli aspetti performativi della politica contemporanea internazionale.

 

Nina Fischer & Maroan El Sani 

Vivono a Berlino e lavorano insieme dal 1993. I due artisti sfruttano le qualità immaginifiche e suggestive del medium cinematografico per reinterpretare spazi sociali e urbani. Evocando la maratona olimpica di Roma 1960 che vide l’etiope Abebe Bik­ila conquistare la prima medaglia d’oro del continente africano correndo scalzo e assurgendo a leggenda dello sport e a simbolo della liberazione dell’Africa dal colonialismo, Fis­cher & El Sani ricontestualizzano nell’architettura razionalista romana una nuova gara che vede la partecipazione di rifugiati e immigrati in lizza per rivendicare la propria libertà di movimento, intesa anche come la possibilità di essere accolti in un altro paese.

 

Heide Hinrichs

Borsista a Villa Romana nel 2015, vive a Bruxelles e ad Hatten, in Germania, e insegna alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa. Ha appena pubblicato la traduzione tedesca non autorizzata del libro di Theresa Hak Kyung Cha, DICTEE, a fronte della prima edizione di DICTEE nel 1982 e della ristampa del 1995. Cha è stata un’artista nata nel 1951 a Pusan durante la Guerra di Corea. La sua famiglia si trasferì a San Francisco nel 1963. Una settimana dopo la pubblicazione di DICTEE nel novembre del 1982, Theresa Hak Kyung Cha fu violentata e uccisa a New York.
"Seguo i nove sentieri da te offerti: conducono dal luogo oscuro e deserto del trauma e dell’esilio al luogo luminoso di una casa accogliente, dando voce all’esperienza negletta, stratificata, colonizzata e sessuata. Una delle centinaia di migliaia di letture delle tue strade nella memoria qui si manifesta come un tributo per essere riletta, ridetta e riascoltata di nuovo, per non ripetere la storia nell’oblio." (Heide Hinrichs)

William Locke Wheeler und Stefan Pente (borsista a Villa Romana nel 2017)

Vivono a Berlino e collaborano da molti anni: "Per interloquire in un cosiddetto dibattito post-coloniale, affronteremo e metteremo in discussione con piglio critico la fisicità, la socialità, la politicità dell’impegno degli organismi bianchi nei processi di decolonizzazione, attingendo all’esperienza personale. Allo stadio attuale della nostra trasformazione (rottura, separazione), dopo diciotto anni di lavoro e vita in comune quali amanti, partner, collaboratori e amici, attingiamo alle esperienze di reciproco districamento e liberazione.
In quanto singoli individui bianchi di sesso biologico maschile, queer, di mezza età, di provenienza europea /nordamericana, eseguiremo in simultanea nello stesso spazio due coreografie concepite separatamente, al fine di danzare archeologie del sé, astinenza, co-, in- e dipendenza, de- e ri-territorializzazioni, accordo e disaccordo, scoperta dell’intrappolamento del sé, prendendo l’uno le distanze dall’altro come dallo specchio di sé." (William Locke Wheeler und Stefan Pente)

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